Chi ripara il DNA campa cent’anni.

Una ricerca e’ stata condotta  sui supercentenari(di oltre  105 anni di eta’),il cui DNA e’ stato completamente sequenziato  e confrontato con quello  di anziani di eta’ intorno ai 68 anni,scelti nella stessa regione.Lo scopo era quello di capire perche’ il  genoma  degli ultracentenari sia cosi’ resistente all’invecchiamento.I ricercatori hanno scoperto che il DNA delle cellule somatiche degli ultracentenari,ha un carico di mutazioni pari o inferiore a quello dei settantenni.L’accumularsi di mutazioni somatiche negli anni aumenta il rischio di malattie,come quelle cardiovascolari,prima causa di morte.IL DNA poco mutato rappresenta una sicurezza per la vita.

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